Lasciando Kathmandu, non so dire se sia liberazione o rammarico, lasciare l’aria inquinata e la polvere di una città cosí caotica prevale sull’abbandonare le comodità di un albergo, le mollezze dei ristorantini etnici, degli incontri con persone “speciali”…
Con la prospettiva dei monti e delle valli che ci aspettano, certamente prevale il senso di liberazione, ma questa città ha un’altra prerogativa, la convivenza. Qui vengono cullate diverse etnie, diverse religioni, diversi punti di vista, cosí questa città ci culla nelle nostre diverse visioni della vita, motivazioni e ci tollera e fa tollerare, ci rende piú simili. Saremo al riparo da noi stessi fuori da qui? Domattina (local time) partiremo per il nord, per i monti, per l’aria fresca e cristallina, tersa, che ci renderà visibili!

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Questo articolo ha 40 commenti

  1. Anna

    Che”il meteo favorevole”sia sempre con voi! Vai Maestro Mauro. Albi & C.