Il risultato e il come

Nelle nostre riflessioni da campo base spesso giungiamo alla necessità di semplificare. Ci si rende conto che semplificare aiuta le decisioni e e le comprensioni. Spesso ci ritroviamo a semplificare anche per necessità lessicali, ma occorre fare attenzione a non distorcere per semplificare.

Cosa vuol dire ? Facciamo un esempio.

Il risultato della nostra spedizione sarà semplificato in un “arrivati in vetta” o ” non arrivati in vetta”. Ma il “come” ? Non ha molta importanza nella vita sociale “il come”, però ha importanza qui.

Fa differenza arrivare in vetta ad una montagna trasportando 5 chili di cibo, acqua, macchina fotografica, utilizzando campi allestiti da Sherpa dove si trovano cibo, liquidi, sacco a pelo, accoglienza oppure arrivare in vetta andando ad allestire i campi alti, facendo le piazzole nella neve, trasportando mediamente 25 chili di attrezzature. E quando si arriva, scavare, cucinare, prepararsi il bivacco.

Nella comunicazione non esiste quasi mai il dettaglio. Nella memoria rimane solo il risultato.

In due incontri qui al campo base abbiamo avuto questi esempi.

Cesare Cesa Bianchi ci ha raccontato che nel 1984, trent’anni fa, era su questa morena (o meglio sul ghiacciaio che qui ricopriva tutto). Erano in pochi, sei alpinisti in tutto, senza portatori d’alta quota, con attrezzature d’altri tempi e senza alcun confort. “Non siamo arrivati in vetta” è stata la sua conclusione.

Noi rimaniamo ammirati dallo spirito d’avventura che animava Cesare e suoi compagni e dalle oggettive difficoltà che hanno affrontato. Immaginiamo, nel dettaglio, tutto ciò che ha influito sul risultato. Ma nella sintesi quella spedizione non esiste.

Incontriamo poi una simpaticissima alpinista canadese di 63 anni che ci ammalia per lo spirito e la salute, ma ad un certo punto il dettaglio ci appare: è arrivata ieri e ci dice “abbiamo allestito il campo 2”. “l’abbiamo” è forse una estensione del retaggio coloniale “noi del Commonwealth” (di cui gli sherpa nepalesi fanno parte tanto come i canadesi).

Senza ovviamente nulla togliere al merito dei risultati, senza addentrarci in alcun giudizio sul tipo di alpinismo che ognuno liberamente pratica come meglio crede, con il massimo rispetto per la battaglia che ognuno combatte, ci domandiamo: ma non è che diversi insuccessi “nel dettaglio” superano di gran lunga molti successi “in sintesi” ?

Il dettaglio è importante.

Probabilmente nel nostro mondo viene troppo trascurato e spesso volutamente omesso. E se omettere il dettaglio spingesse il nostro mondo nella direzione sbagliata ?

Questo articolo ha 145 commenti

  1. Anna

    Il merito lo determinano il “come” non lo sterile e semplicistico “risultato”….. Il vostro credo é il dettaglio più importante….continuate così, solo così….

  2. MARTA

    …che dire…sono pienamente d’accordo,il dettaglio è sempre importante e fa la differenza, eccome se la fa!

  3. stecca

    Ragazzi senza dubbio si puo’ o non si puo fare tutto con le propie forze!!!
    Poi si puo o non si puo ottenere risultati con aiuti esterni…..
    Ma ricordatevi che non si puo bleffare a se stessi.
    Non importa dove si arriva ma l’importante e dare il massimo…
    Ovunque arriverete con le vostre FORZE sara comunque un successo!!!
    Non importa il RISULTATO ma quello che porterete a casa dentro di voi!!!
    Tanta volonta’ e tenacia state attenti e un passo dopo l’altro arrivate lassu’!!!
    Ale’!!!!

  4. maura

    Carissimi,
    la massima “il fine giustifica i mezzi” non fa parte della vostra filosofia alpinistica.
    Il montanaro è umile e consapevole che guadagnare la “pagnotta” costa fatica e sacrifici , pertanto il Dettaglio è molto importante.
    Forza e coraggio ragazzi!!!

  5. Cristina

    Davvero una bellissima riflessione!!! Forza ragazzi, metteteci tutto per scolpire dettagli importanti!!!

  6. Michela

    Sono i dettagli quelli che contano, sono i momenti che segnano. I dettagli sono le cose piccole che formano le cose grandi…Forza!!!!

  7. angelo

    L’acqua, rovesciandosi dall’altro o scivolando a valle, segue sempre il percorso minore. Non importa quanti e quali ostacoli incontri, tra essi si muoverà sempre per la via più breve. E’ una verità di fatto spiegata dal principio di ragion sufficiente e dimostrata da Sir Isaac (o Isacco), quello della mela sul testone!!.

    Similmente procede il flusso evolutivo delle umane genti che ad ogni stadio “migliorano” e “semplificano” quello successivo, questo anche nelle aberrazioni; vanno insomma per la via più breve. Le spedizioni commerciali sono “moltitudine”, si muovono per le vie brevi, e non possono essere diverse da ciò che sono.

    Ma c’è un però! Ciò avviene valutando la “moltitudine” mentre la “singolarità” è imprevedibile, quella è tutt’altra storia e non è sopprimibile per fortuna.

    Il dettaglio è quindi al sicuro e mi pare che voi lo stiate curando e conservando adeguatamente!!