Figlio

Figlio mio, ora che sono sull’aereo che mi riporta a casa, ti posso dire che ci sono quattro cose che ho imparato nel mio viaggio verso la montagna:

La prima é che ogni piccolo gesto che viene dal cuore non ha bisogno di eco, di urla o pubblico, migliorerà il mondo col suo “rumore”, probabilmente lo stesso rumore del battito di ali di una farfalla.

La seconda é che gioire per la gioia altrui, essere felici per la felicità altrui é la via segreta per la serenità.

La terza é che non esiste sconfitta se la partita é giocata onestamente e non c’é vittoria se la partita é giocata ad armi pari, c’é solo profondo rispetto, chiunque o qualunque sia il tuo avversario.

La quarta é che nella vita occorre accettare di essere parte di essa e non protagonista solista, lavorare con gli altri, essere solidale, parte di un gruppo e insieme inseguire un risultato, grande o piccolo che sia.

A dire la verità, figlio, ne ho imparata una quinta, ed é che non riesco a stare cosí tanto tempo lontano da te e da tua madre!

Questo articolo ha 80 commenti

  1. MARTA

    …caro Nic…vola veloce verso casa che Francesca ti aspetta da tanti giorni…

    lo sai che domani sarà un gran giorno,dopo tanto tempo avrai modo di vederlo di nuovo “da vicino” anche se in un monitor, e quasi sicuramente domani scoprirete se è una femminuccia o un maschietto…che bello!
    …tanto per ricordarsi che anche a casa ci si può EMOZIONARE per davvero…senza dover andare in Nepal o in capo al mondo! (eh eh..frecciatina x eventuali progetti futuri per il quale starete già fantasticando…)
    …e comunque grazie per queste belle parole che toccano il cuore di chi legge…
    a presto

  2. annalisa

    Parole che toccano il cuore di chi legge. <3